Villa Maria Pia - ex Villa Cuguttu


In Italia il rapporto tra istituzione penitenziaria e tradizione marinara è stato stabilito, e lo è tuttora, in funzione dell’ubicazione di stabilimenti penitenziari su isole e località costiere. Nel corso del XIX secolo, però, il rapporto tra carcere e attività marinara trovava una sua specifica configurazione nella gestione dei bagni penali, stabilimenti penitenziari che, per la loro origine storica, godevano di una autonomia contabile e amministrativa alle dipendenze del Ministero della Marina, mentre i restanti stabilimenti penitenziari dipendevano dal ministero dell’Interno.

Prevista in quasi tutti gli stati pre-unitari, la pena ai lavori forzati, a tempo e a vita, espiata nei bagni penali, fu mantenuta anche nell’ordinamento penale del Regno d’Italia che continuò ad applicare, fino al 1860, gli antichi bandi e regolamenti dei Bagni penali del Regno Sardo, emanati il 26 febbraio 1826.

I bagni penali, quindi, continuavano a funzionare, ma la loro origine marinara era ridotta sempre più a una soluzione puramente nominale; intanto, il governo, guardando agli esperimenti di altri Paesi, cominciò gradualmente a utilizzare il lavoro dei detenuti nell’attività di bonifica di zone incolte, malariche e aride.


Nonostante la disciplina rigida applicata nei Bagni, rimaneva irrisolto il problema della sicurezza dei luoghi di detenzione, sia per i reati consumati all’interno dei Bagni che per le numerose evasioni dei forzati così che la scelta delle isole come luogo di istituzione delle colonie penali agricole fu l’occasione per sperimentare forme di detenzione intermedie che consentivano di coniugare le esigenze di sicurezza con l’utilizzo del lavoro dei condannati, infatti nelle colonie  furono destinati detenuti a basso indice di pericolosità che potevano svolgere lavoro all’aperto.

Le colonie penali agricole stabilite nel Regno Sardo, nei primi anni del Novecento erano così localizzate: Cuguttu (Alghero), S. Bartolomeo (Cagliari) Sarcidano (Isili) Mamone (Bitti) Asinara (Sassari) Castiadas (Cagliari) tutte situate in Sardegna.


Alcuni bagni penali, però, gradualmente furono riconvertiti in colonie agricole, ma ormai, l’idea stessa di bagni penali era ormai definitivamente superata dalla nuova concezione della pena.

Nell’epoca dell’emergenza della lotta alla mafia isole come Asinara e Pianosa accolsero detenuti sottoposti alla disciplina del 41bis.

A seguito della istituzione del Parco Nazionale dell’Asinara e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nel corso del 1998, trasferiti i detenuti che vi alloggiavano, le due isole, sono state cedute dall’Amministrazione penitenziaria alle rispettive amministrazioni regionali.

 

 

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